Fotovoltaico Plug&Play da 400 W o 800 W: quale scegliere?

Conviene o meno investire in un doppio pannello solare da balcone?
Se stai pensando di installare un impianto fotovoltaico plug and play sul balcone, in giardino o su una parete esterna, probabilmente ti sei già posto una domanda fondamentale: conviene scegliere un solo pannello o optare per un kit con doppio pannello?
La decisione non riguarda solo il costo iniziale, ma soprattutto quanta energia vuoi produrre e quanto desideri ridurre la bolletta. Un singolo pannello (400 W) può coprire parte dei consumi di base (come frigorifero, router, dispositivi in standby), mentre due pannelli (800 W) permettono di aumentare la produzione e migliorare il ritorno sull’investimento nel tempo.
Capire quale soluzione fa per te dipende da spazio disponibile, esposizione al sole e fabbisogno energetico della tua casa. Nei prossimi paragrafi analizziamo pro e contro di entrambe le opzioni per aiutarti a fare una scelta consapevole.
Come è fatto un impianto Plug and Play
Prima di entrare negli aspetti tecnici e normativi, è utile capire una cosa fondamentale: da cosa è composto, concretamente, un impianto plug and play da balcone?
La struttura è molto più semplice di quanto si possa pensare. Un Kit standard da 400 W comprende:
- Due pannelli da 200W ciascuno;
- Un microinverter, collegato al pannello, che trasforma la corrente continua (DC) prodotta dal sole in corrente alternata (AC), cioè quella utilizzata dall’impianto elettrico di casa;
- Un cavo con spina, che permette di collegare il sistema direttamente a una normale presa domestica.
Una volta collegata la spina, l’energia prodotta viene immessa nell’impianto di casa e utilizzata immediatamente dagli elettrodomestici in funzione. Non sono necessari lavori strutturali né autorizzazioni complesse: generalmente è sufficiente una semplice comunicazione al distributore locale per la verifica del contatore.
È importante chiarire un punto: non si tratta di pannelli da campeggio o kit improvvisati. Un impianto fotovoltaico da balcone utilizza moduli standard, gli stessi impiegati negli impianti tradizionali installati sui tetti. La potenza nominale di un singolo pannello si aggira normalmente intorno ai 200 W.
In termini pratici, questo significa che il Kit da 400 W (con due pannelli da 200W) può fornire fino a circa 350 watt di potenza all’impianto domestico, contribuendo a coprire una parte dei consumi quotidiani, soprattutto quelli costanti (frigorifero, dispositivi elettronici, standby, ecc.).
A questo punto è naturale chiedersi: Se installo il doppio dei pannelli (ovvero il Kit da 800W), raddoppio automaticamente la produzione e il risparmio?
La risposta non è così scontata, vediamo perché.
Cosa dice la Normativa
Facciamo una rapida precisazione relativa agli impianti che rientrano nella cosiddetta Procedura Semplificata di Connessione, identificati nel gergo come impianti plug and play. La norma effettua la seguente distinzione:
- Impianti fotovoltaici plug and play: potenza inferiore o uguale a 350 W;
- Mini impianti fotovoltaici: potenza > 350 W e < 800 W.
A parte la differenza tassonomica, nel concreto esiste una differenza tecnica non banale tra queste due tipologie di impianti: nel caso di impianti con potenza maggiore di 350 W, infatti, è necessario che la presa a cui si va a collegare l’impianto sia “univoca e ben identificabile” e collegata direttamente al quadro elettrico, in conformità con la normativa CEI 0-21. Tale conformità deve essere certificata da un elettricista, che deve compilare uno schema unifilare che deve essere allegato alla Comunicazione Unica al Distributore.
In breve, se installo il Kit da 800 W è necessaria la presenza di un elettricista; per il Kit da 400 W invece, non è necessaria la certificazione di conformità e basta collegare la spina in completa autonomia.

Pannello Plug&Play da Balcone < 350 W

Kit Fotovoltaico da Balcone < 800 W
Doppio pannello non equivale sempre a doppio risparmio
Dopo aver chiarito l’aspetto normativo e i requisiti tecnici che possono incidere sulla scelta dell’una o dell’altra tipologia di impianto, andiamo a fare alcune considerazione più pratiche e soggettive. Questi ragionamenti, quindi, non possono avere carattere generale, ma dipendono dalle esigenze e dalle abitudini di consumo di ogni singola famiglia e sono fondamentali da comprendere per fare la scelta ottimale.
Per questi impianti non è previsto un contratto con il GSE per la vendita della corrente in rete, per cui tutto ciò che non viene autoconsumato non produce alcun reddito e alcun risparmio.
Come massimizzare l’autoconsumo
Per massimizzare dunque i benefici di un impianto plug and play è fondamentale massimizzare la percentuale di autoconsumo, ovvero concentrare i consumi della casa nelle ore di esposizione solare. Questo obiettivo non è sempre raggiungibile da tutti, anche se bastano alcuni accorgimenti per spostare alcuni consumi in fascia F1.
Ogni abitazione, infatti, ha dei consumi fissi, definiti spesso come “consumo basale”, rappresentati dall’assorbimento di tutti gli apparecchi elettrici che sono in standby o spesso collegati alla corrente, come ad esempio: frigorifero, router wi-fi, apparecchi elettronici a batteria in carica, standby di TV e altri dispositivi, assistenti smart per la domotica o scaldabagni elettrici.
Al consumo basale poi si aggiungono i consumi veri e propri degli elettrodomestici energivori, come la lavatrice, la lavastoviglie, l’asciugatrice, il forno o il condizionatore. Questi elettrodomestici arrivano ad assorbire, in picco, fino a 2 kW di potenza. Il pannello plug and play non è in grado di compensare gli assorbimenti di picco, ma sicuramente contribuisce a compensarne una parte. Ad esempio, la lavatrice assorbe molta corrente solo in fase di riscaldamento iniziale dell’acqua, poi riduce l’assorbimento in fase di lavaggio e rotazione del cestello. In queste fasi, invece, il pannello è assolutamente in grado di coprire l’intero fabbisogno energetico dell’elettrodomestico.
Considerando che, come abbiamo spiegato in precedenza, la corrente non consumata viene ceduta a titolo gratuito in rete, per ottimizzare l’investimento e massimizzare l’autoconsumo dell’energia green autoprodotta, è bene modificare alcune abitudini di consumo, cercando di concentrare i consumi elettrici più importanti nelle ore di produzione.
Per facilitare questa attività si può ricorrere anche alla programmazione degli elettrodomestici, sia attraverso i timer integrati, sia ricorrendo a prese smart e app per la domotica. In questo modo si possono azionare buona parte degli elettrodomestici che non richiedono la diretta presenza, come la lavatrice o lavastoviglie, per entrare in funzione anche se si è fuori casa, ma durante le ore di irraggiamento solare.
In base alle considerazioni appena fatte, è chiaro che, se non si riesce a consumare tutta la corrente autoprodotta, si ottiene poca convenienza nell’installare un doppio pannello. Per cui, non per tutti vale l’equazione “doppio pannello = doppio risparmio”, anzi possiamo dire che la convenienza di un doppio pannello si ha solo in alcuni casi.
A chi conviene il doppio pannello?
Il doppio pannello (ovvero il kit da 800W) conviene in tutte quelle situazioni in cui ci sono consumi di energia medio alti durante il giorno, come nel caso di:
- abitazioni che concentrano i consumi degli elettrodomestici energivori (lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice, phon) durante le ore di esposizione solare;
- abitazioni vissute da anziani o persone con difficoltà di deambulazione, che solitamente trascorrono molte ore in casa, utilizzando apparecchiature elettromedicali ed elettrodomestici;
- abitazioni che fanno ampio uso in estate di apparecchiature per la climatizzazione e il raffrescamento durante le ore diurne;
- piccoli uffici o piccole attività commerciali, che hanno consumi basali per apparecchiature elettroniche e illuminazione interna concentrati nelle ore diurne.
In tutti gli altri casi, ovvero quando non è possibile concentrare i consumi in fascia F1 e i consumi basali dell’abitazione sono medio bassi e al di sotto dei 200 Wh, è meglio optare per un singolo pannello plug and play, che garantisce un più rapido rientro dell’investimento (circa 3 o 4 anni).
Ma quanto costa un Pannello o un Mini Kit Fotovoltaico da balcone?
Probabilmente meno di quello che pensi, considerando anche che è possibile beneficiare delle detrazioni fiscali del 50% del Bonus Ristrutturazioni (che scendono al 30% in caso di seconda casa). Anche senza il ricorso alle detrazioni, un pannello solare da balcone plug and play costa meno di uno smartphone di fascia media e ti consente risparmi in bolletta per almeno 20 anni. Probabilmente uno dei migliori investimenti a basso costo che potrai fare per la tua casa senza complicazioni.
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Sommario:

Laureato in Economia alla Bocconi, è tra i fondatori di Abbassalebollette. Esperto del mercato dell’energia e della green economy, approda in Abbassalebollette.it dopo una ventennale esperienza nel marketing delle principali utility italiane.
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2 Commenti su “Fotovoltaico Plug&Play da 400 W o 800 W: quale scegliere?”
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24 Giugno 2024 alle 10:18
desidero sapere se c’è la possibilità di collegare una batteria di accumulo in un pannello da 350 W e quanto costa.
24 Giugno 2024 alle 11:49
Ciao Vincenzo,
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